L’antropologia culturale e sociale nelle università venete è sotto la lente d’ingrandimento

dic 13th, 2009 | Di | Categoria: Progetti
Università di Verona, foto di Lo scaligero, da Wikimedia Commons

Come viene insegnata l’antropologia culturale e sociale in Veneto? Come sono organizzati gli insegnamenti? Uno studio di Antrocom Onlus Veneto rivela la situazione di un panorama frammentato.

E’ noto che, nel nostro Paese, l’antropologia ha seguito uno sviluppo storico e culturale decisamente peculiare.  A oggi esistono pochissimi dipartimenti universitari in cui compaia il termine “antropologia”, mentre alcune lauree specifiche nascono solo con la riforma universitaria del 2000.

Ci sono poi singoli insegnamenti obbligatori di antropologia culturale e sociale in diversi Corsi di Laurea a indirizzo umanistico, artistico e culturale. In poche ore di lezione, che cosa è trasmesso agli studenti? Quale immagine di antropologia ne nasce?

La crescente importanza dell’antropologia culturale e sociale nel contesto sociale di oggi, e la frammentazione che la disciplina subisce in Italia, hanno spinto Antrocom Onlus Veneto a mettere “sotto esame” l’insegnamento dell’antropologia nella regione, la percezione che ne hanno gli studenti universitari e la futura generazione di antropologi.

Lo studio Diffusione e immagine delle discipline antropologiche nelle università della regione Veneto fornirà non solo un quadro generale della situazione antropologica negli atenei di Venezia, Verona e Padova, ma anche dati quantitativi sulla tipologia dei corsi di laurea, degli studenti e dei docenti.

Saranno presi in considerazione i contenuti del corso, le modalità didattiche, le modalità di verifica del profitto e le bibliografie utilizzate. In seguito si effettuerà una comparazione con una disciplina affine, Sociologia Generale, e l’approfondimento della loro presenza accademica attuale.

Raccoglieremo i dati sia con interviste dirette ai docenti e agli studenti, sia vagliando i materiali informativi forniti dalle università, nelle guide dello studente e sui siti web degli atenei” – dicono i responsabili della sezione veneta di Antrocom Onlus, Sandra e Flavia Busatta e Davide Stocchero.

Il web infatti è ormai il luogo centrale per raccogliere informazioni rilevanti per l’orientamento alla scelta, così come è luogo di incontro e comunicazione tra docenti e studenti per tutti i dettagli che riguardano i corsi. Potremo anche farci un’idea dell’efficacia della ‘pubblicità’ ai corsi promossa dai singoli atenei.

I volontari della sezione sono preparati alle difficoltà: “Spesso le informazioni web dei singoli corsi sono assenti, incomplete oppure datate. Spesso le pagine web dei docenti non risultano aggiornate, e i programmi dei corsi annunciati solo verbalmente il primo giorno di lezione. Ecco perché le interviste via mail saranno usate per completare, si spera, i dati mancanti.

Per informazioni:

Antrocom Onlus Veneto
Via Niccolò Tommaseo, 24
35131 Padova
Tel. 049 663072
Email: webmail@veneto.antrocom.org
Sito web: http://www.veneto.antrocom.org

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un commento
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  1. Porto la mia personale esperienza di laurata in Lingue straniere. All’università cattolica di Milano, durante la laurea triennale mai ho sentito questo termine.
    Una volta spostata a Torino per il bienno di specialistica le lezioni di antropologia sono diventate sinonimo di aule affolatissime, 6ore di corso alla settimana per un anno intero, tonnellate di libri da leggere, parish maps da creare e presentare agli studenti di altri corsi e in vari convegni in nord italia.
    Grazie all’antropologia ho scoperto però innumerevoli tradizioni di questa regione, il Piemonte, in cui mi sono trasferita a vivere,permettendomi di apprezzare feste o usanze che non avrei potuto capire senza lo studio di questa materia. Inoltre per uno studente che compie i miei stessi studi ritengo che l’insegnamento di questa materia debba essere visto come momento per capire, impare ad apprezzare non solo la lingua che si studia ma tutto il popolo, le tradizioni, gli usi e i costumi..argomenti che solitamente vengono lasciati a margine rispetto alla più “essenziale” grammatica o pronuncia tranne da alcuni docenti che, a mio avviso giustamente, ne fanno il loro cavallo di battaglia durante i corsi.
    Al termine di questa mia breve testimonianza vorrei segnalarvi il mio blog, nato con l’intento di dare un aiuto concreto ai ricercatori, informandoli sulle ultime possibilità di finanziamento offerte dall’UE..che finalmente ha pensato di destinare soldi non solo agli enti di ricerca ma anche ai progetti di singoli ricercatori.
    Vi invito a visitarlo e a lasciare un vostro commento. (Il contenuto è quasi interamente in inglese)
    grazie
    marta

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