Salviamo Etnoantropologia al Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università di Padova

mag 24th, 2011 | Di | Categoria: Osservatorio Antropologico

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Dopo il tentativo di chiusura del Corso di Laurea Specialistica in Antropologia Culturale, Etnologia ed Etnolinguistica all’Università Ca’ Foscari di Venezia e le cupe notizie sulla sorte del Corso di Laurea Magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia all’Università di Sassari, è la volta dell’insegnamento di Etnoantropologia al Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università di Padova. Pubblichiamo un appello dei docenti. Non solo è sentito, ma dimostra come la discplina sia necessaria in un contesto così importante come la sanità.

Con l’intensificarsi dei flussi migratori in questi ultimi anni, la presenza regolare di popolazione di origine straniera nella nostra città e nella nostra regione è un fatto ormai a tutti evidente. Il Veneto – una delle regioni d’Italia più investite da questo fenomeno – si avvicina sempre più alla soglia del mezzo milione di immigrati; la provincia di Padova ne conta oltre 86.000. Con i ricongiungimenti familiari e altri processi di relativa stabilizzazione, stiamo assistendo alla significativa crescita della domanda di accesso della popolazione immigrata ai servizi socio-sanitari. A questa dimensione ordinaria e stabilizzata dell’immigrazione vanno aggiunte le situazioni emergenziali, anch’esse purtroppo intensificatesi con l’arrivo sempre maggiore di profughi e irregolari da diverse zone del mondo. Secondo i dati ISTAT elaborati dal Sedicesimo Rapporto sulle Migrazioni 2010 della Fondazione ISMU, il trend demografico attuale porterà, nell’arco di meno di dieci anni, al raddoppiamento della popolazione immigrata. Non è molto lontano un futuro nel quale un paziente su quattro nella regione Veneto sarà di origine straniera.
Con queste prospettive, la decisione presa dal Consiglio di Facoltà della Facoltà di Medicina di Padova di eliminare dal curriculum formativo degli Infermieri l’insegnamento delle discipline Demo-Etno-Antropologiche appare muoversi in una direzione diametralmente opposta rispetto alle nuove esigenze dei servizi e alle nuove competenze che sono richieste al personale sanitario. Considerando anche che la salute rappresenta una delle aree di attenzione più importanti nella questione immigrazione, e che l’Ospedale è il più importante e complesso laboratorio di integrazione e di mediazione culturale della nostra società.
In questa situazione, un infermiere che non abbia alcuna competenza di base per affrontare i problemi della relazione con gli stranieri e riguardo alle diversità culturali (di ordine religioso, comportamentale o valoriale) espone le strutture ospedaliere e sanitarie a rischi sui quali riteniamo opportuno portare la riflessione. Malintesi e incomprensioni possono allontanare i pazienti dalle strutture sanitarie, determinando rischi per la loro vita e per la salute pubblica; possono intensificare episodi di discriminazione e di violenza strutturale, che già ricerche attuali stanno testimoniando; possono determinare la sottostima di casi gravi, o indurre nei pazienti immigrati che ritengono di aver ricevuto cure insufficienti o ingiusti trattamenti quella “sindrome del risarcimento” che già oggi comincia a costituire un problema.
In questa situazione le misere sedici ore di Etnoantropologia – nelle quale l’infermiere affronta le problematiche relative alla relazione con i pazienti stranieri, impara a riflettere sul significato delle diversità culturali e acquisisce alcuni rudimenti di antropologia medica – il buon senso le vorrebbe raddoppiate, non eliminate.
Portiamo infine l’attenzione al fatto che l’eliminazione di queste competenze di base nel curricolo di Laurea dell’Infermiere rischia di rendere problematici i percorsi di formazione extrauniversitaria, che sono oggi molto attenti alle tematiche della mediazione e dell’intercultura.
Per tutte queste ragioni, chiediamo che questa decisione del Consiglio di Facoltà possa essere revocata o ripensata, o che possano essere trovate delle soluzioni alternative perché gli infermieri non perdano questa parte, piccola ma importante, del loro curricolo formativo.

I docenti di Etnoantropologia nelle sedi di Padova, Treviso, Rovigo, Portogruaro, Mirano, Conegliano Veneto, Feltre e Montecchio Precalcino, del CdL in Infermieristica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova:
M. Gloria De Bernardo, Caterina Rampazzo, Francesco Spagna

Padova, 7 aprile 2011

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