Antrocom Onlus Veneto lancia Archeo Nord Est

set 7th, 2011 | Di | Categoria: Progetti
Antrocom Veneto Archeo Nord Est

 

Antrocom Onlus Veneto, grazie alla collaborazione con alcuni archeologi veneti, ha lanciato un nuovo sito dedicato all’archeologia del Nord Est d’Italia. Non solo per far conoscere il passato locale, ma per far dialogare antropologia e archeologia. Ecco la presentazione del nuovo progetto.

Il nostro motto, Il passato è un territorio straniero, riprende il titolo dell’importante libro di David Lowenthal, The Past is a Foreign Country, che a sua volta riprende l’incipit del romanzo The Go-Between di L.P. Hartley, “The past is a foreign country, they do things differently there” (“il passato è un paese straniero, là fanno le cose in modo diverso”).

Come ci ricorda Lowenthal, il passato è ovunque, che sia celebrato o respinto, atteso o ignorato, il passato è onnipresente. La distruzione dei Buddha di Baghram non cancella il passato, al contrario, il vuoto talvolta può essere anche più significativo dell’oggetto, l’assenza a volte è più visibile della presenza.

Un tempo confinato solo nei musei, il passato si esibisce nei vari paesi per puntellare regimi, celebrare antiche glorie, creare nuove nazioni. Partiti politici si combattono brandendo spezzoni diversi del passato di un paese, traggono dubbi paragoni e favoriscono audaci ricostruzioni nell’industria dell’heritage.

Chi ha pochi monumenti antichi li ricrea nei parchi storici, che ne ha troppi a volte li ignora e li lascia andare in rovina. Osserva Lowenthal:

Il passato è un paese straniero i cui lineamenti sono modellati dalle predilezioni del presente, la sua estraneità addomesticata dalla nostra conservazione delle sue vestigia. […] Non è più la presenza del passato che ci parla, ma la sua passatezza. Ora è un paese straniero con un commercio turistico in espansione, così il passato ha subito le naturali conseguenze della popolarità. Più è apprezzato per conto suo e meno diventa reale o rilevante. Non più riverito o temuto, il passato è inghiottito dal presente in continua espansione. Allarghiamo il nostro senso della contemporaneità a spese della comprensione della sua connessione con il passato.

Questo sito ha fondamentalmente due scopi: uno è di carattere archeologico in generale e riguarda sia la pratica che la teoria archeologica, tenendo presente che abbiamo interessanti musei archeologici e facoltà di archeologia.

Nonostante in Italia sia ancora troppo presente la perniciosa influenza dell’idealismo che ha di molto tagliato le solide basi scientifiche positiviste a favore di un’inclinazione più artistico-storicista, pur mantenendo l’aspetto di freddezza tassonomica e oggettivistica delle scienze positiviste, noi faremo tesoro delle scuole angloamericane e ci lasceremo tentare dall’antropologia e dalla teoria sociale nell’interpretare le reliquie del passato.

D’altra parte un mucchio di spazzatura palafitticola o un ago di bronzo perduto da un’antica cucitrice parla più al nostro cuore che al nostro cervello e ci fa desiderare di riempire di sangue e carne quelli che ci appaiono solo come scheletri maltrattati dal tempo.

Il secondo scopo è l’esplorazione del passato di questa regione e in particolare il suo patrimonio archeologico, tenendo presente non solo i reperti del passato in sé, ma anche la storia della loro scoperta, valutazione o svalutazione. Ci interessa scoprire il paesaggio antico e il paesaggio della memoria, il micro toponimo rivelatore e il criterio con cui si sono formate le collezioni dei nostri musei.

Ci interessa la bellezza del pezzo pregiato, della sorprendente opera d’arte salvata fortunosamente e il contesto di un villaggio o di una intera regione legata da rapporti, commerci e conflitti con comunità vicine e lontane.

Nella consapevolezza che avremo sempre un tessuto con troppi buchi e che le più sofisticate procedure scientifiche non potranno mai fare a meno di capacità interpretative sofisticate per portare alla luce non solo pietre e ossa, ma anche persone e vite già vissute. Sapendo che l’archeologia è una scienza e un’arte.

E’ elitaria e popolare. E’ profondamente politica.

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