Perchè Antrocom Onlus


Premessa

Scelte storiche e culturali hanno impedito che l’antropologia, in Italia, sviluppasse un’identità propria come disciplina: non a caso le discipline che la compongono sono disseminate in diversi corsi di laurea e insegnate con metodologie differenti.

A differenza di altre realtà estere, dove l’antropologia si è definita nel corso degli anni e ha assunto una fisionomia disciplinare ben precisa, in Italia si è assistito a una scissione netta ed evidente tra antropologia fisica e antropologia culturale, non solo sul piano metodologico, ma anche nell’organizzazione stessa delle facoltà universitarie.

Entrambe le branche dell’antropologia hanno lo stesso oggetto di studio, l’ uomo, inteso dalla prima come “fenomeno biologico”, dalla seconda come “fenomeno culturale”. Si è generato così un paradosso: antropologia fisica e antropologia culturale faticano a dialogare tra loro, quando invece una sinergia di intenti e di metodi renderebbe la ricerca antropologica più articolata e sintetica.

L’evidenza di un problema

Tale situazione non si connota esclusivamente come un problema di organizzazione accademica, ma si riflette sulla preparazione e le possibilità di scambio che gli studenti di antropologia hanno a disposizione.

Proprio perché l’oggetto di studio è l’uomo, è importante che gli studenti abbiano la possibilità di dialogare tra loro e con ricercatori più esperti, che conoscano altre realtà di studio e di ricerca e che possano valorizzare, attraverso questo scambio reciproco, concetti ed esperienze relative all’Alterità e di rimando alla diversità, sia biologica che culturale.

Nel contempo, la “realtà antropologica” frammentata non giova alla divulgazione scientifica e ai tanti appassionati e cultori della disciplina che cercano di mantenersi informati senza avere le possibilità di accedere in prima istanza a ricerche e convegni.

Non risulta quindi possibile veicolare delle semplici idee di fondo:
- Antropologia fisica e culturale non sono in conflitto, bensì sono due diversi approcci metodologici che si integrano nello studio dell’uomo;
- La frammentazione formativa in cui lo studente deve orientarsi impedisce da una parte una formazione di ampio respiro, dall’altra la divulgazione corretta delle informazioni anche ai semplici appassionati;
- Senza scambio di informazioni non vi è crescita personale né un ampliamento della coscienza sociale, che in questo modo non è in grado di affrontare le sfide umanitarie del XXI secolo se non reiterando posizioni metodologiche che già hanno mostrato i loro limiti.

Antrocom Onlus, un tentativo di integrazione

Con la nascita della Comunità di Anthropos, nell’aprile 2003, si realizzò per studenti, dottorati e appassionati la possibilità di approfondire tematiche antropologiche, dialogando online con ricercatori e cultori di antropologia che difficilmente avrebbero potuto incontrare in altri ambiti, evidenziando nel contempo la possibilità di ricerche interdisciplinari nate dal dialogo e dallo scambio formativo.

Antrocom Onlus vuole estendere i risultati positivi raggiunti dalla Comunità, elaborando una “rete sociale di antropologi” che, attraverso la realizzazione mirata di progetti, aumenti lo scambio informativo non solo tra persone, ma anche tra istituzioni. Attraverso la realizzazione mirata di progetti e iniziative, la rete sociale non affiancherà solamente i mezzi tradizionali di formazione in antropologia, ma creerà nuove opportunità di crescita professionale e di ricerca scientifica.